14 giorni in ospedale: il tempo si è fermato.

luci fluorescenti non si affievoliscono mai e il tempo sembra scorrere al rallentatore, come un disco graffiato. Il ritmo del giorno e della notte è scomparso: tutto ciò che rimane è una strana continuità, fatta di suoni ovattati e secondi che scorrono all’infinito.

Il corpo, nel frattempo, si sente incredibilmente pesante. Ogni movimento diventa un calvario, ogni respiro la consapevolezza di essere spezzati, da qualche parte nel profondo. I muscoli non rispondono più come una volta, le gambe si rifiutano di tenere il passo. Ci osserviamo, con un certo distacco,