dopo siamo ancora lì, con gli occhi incollati all’immagine. Non è un caso. I puzzle visivi attivano il nostro cervello in un modo che poche attività quotidiane permettono. Ci costringono a rallentare, a osservare, a mettere in discussione la nostra prima impressione.
Ed è proprio qui che avviene la magia. Il nostro cervello ama le scorciatoie. Vede, categorizza, va avanti.
Gli enigmi lo costringono a fare esattamente il contrario: prendersi il suo tempo, esaminare i dettagli, mettere in discussione l’ovvio. Un vero allenamento mascherato da gioco!
“Chi può sfuggire?”: l’enigma