del male”, dissi.
Il vecchio sorrise.
Poi si portò una mano alla mascella, afferrò la pelle rugosa sotto il mento e iniziò a staccarla.
Non urlai. Rimasi immobile, a guardare mentre l’età svaniva dal suo viso come una perfetta menzogna. Capelli grigi, macchie dell’età, guance cadenti: tutto svanì, insieme a una maschera così reale da farmi star male.
Sotto c’era un uomo sulla trentina. Alto, moro, con i capelli scuri pettinati all’indietro e una sottile cicatrice su un sopracciglio.
“Non eri tu il mio bersaglio”, disse freddamente. “Questa era la