Gli ho raccontato esattamente cos’era successo.
Avevo gestito quasi tutto.
Senza di me, il progetto sarebbe fallito prima ancora che la costruzione iniziasse davvero.
Papà non sembrò sorpreso.
“È questo che devi fare, figliolo”, disse. “Tu sei il lavoratore. Lei è la visionaria.”
Quella frase mi è rimasta impressa.
L’operaio.
Non partner.
Non è il leader.
Non sono uguali.
Lavoratore.
Quella notte tornai a casa in silenzio.
Niente musica.
Niente radio.
Solo i fari e la consapevolezza che, a prescindere da ciò che avrei realizzato, avrei sempre interpretato il ruolo