I miei genitori entrarono in tribunale federale convinti di essere lì per salvare il figlio e finalmente dare degna sepoltura alla figlia che per dieci anni avevano definito una vergogna per la Marina.

vendere il terreno e destinare il ricavato al risarcimento.

Alla fine la scelta è toccata a me.

E non sapevo se proteggere la palude significasse preservare il sogno del nonno o legarmi alla famiglia senza la quale avevo imparato a vivere.

PARTE 4 (FINALE)
Tre settimane dopo, mi recai da solo alla palude in macchina.

Non ci andavo da dodici anni.

Oltre il vecchio negozio di esche, l’asfalto lasciava il posto alla ghiaia tra i pini. Gli aironi si posavano nelle acque basse e, oltre le canne, l’Atlantico si infrangeva