I miei genitori entrarono in tribunale federale convinti di essere lì per salvare il figlio e finalmente dare degna sepoltura alla figlia che per dieci anni avevano definito una vergogna per la Marina.

il fratello che una volta mi aveva riparato la catena della bicicletta chiedendomi cinquanta centesimi.

Si fermò sulla porta.

“C’è ancora una cosa.”

“Che cosa?”

“La baita del nonno.”

“E allora?”

“Non ho mai sviluppato quella sezione.”

“Lo so.”

“No. Cioè, non potrei.”

“Avevo piani di indagine. Offerte. Tutto.”

“Perché non l’hai fatto?”

“Perché il tuo nome è inciso sotto la ringhiera del portico.”

Mi sono ricordato.

CLARA — 11 ANNI

Il nonno in seguito fece scolpire accanto ad esso la scritta ARTHUR — 67 ANNI.

“Ogni volta che uscivo, lo vedevo.”