Mia nonna, la donna che mi avevano descritto come assente e fredda, in qualche modo conosceva l’ufficiale che mi aveva salutato davanti alle mie sedie vuote. “Quando possiamo incontrarci?” “Questo pomeriggio, all’ufficio degli archivi dell’accademia. Porta qualcuno di cui ti fidi.” Stavo quasi per dire che non avevo bisogno di nessuno. Poi guardai fuori dalla finestra e vidi Sofia che mi osservava con due tazze. “Porterò Sofia.” “Bene. E Avery?” “Sì, signore?” “Tuo padre potrebbe provare a parlarti prima. Tu puoi scegliere quando
Amezzogiorno, mamma chiamò di nuovo. Questa volta