uomo corpulento con baffi storti e una voce stridula, annunciava ogni lotto con l’entusiasmo di un commerciante di cavalli purosangue. Quando arrivava il suo turno, calava un silenzio immediato, non di ammirazione, ma di disagio.
Continua nella pagina successiva:che lasciavano impronte profonde sul molo di legno. Il suo abito lacero di cotone grezzo copriva a malapena il suo corpo spigoloso, segnato dalla fame e dal lavoro forzato. I suoi capelli neri erano rasati.
I suoi occhi profondi e scuri non si posavano su nessuno. Fissavano l’orizzonte, come se fosse