La busta che la mia datrice di lavoro mi consegnò dopo otto anni

devi sapere.»

Mi porse una seconda busta.

Questa volta, sopra non c’era scritto il mio nome.

C’era scritto:

Willa.

«Cos’è?»

«Aprila quando sarà pronta per partire per l’università.»

La guardai.

«Non posso aprirla?»

Non ancora.»

Risi tra le lacrime.

«Lei ama davvero tenere le cose segrete.»

«Solo quando vale la pena aspettare.»

Quel giorno tornai a casa senza una sola borsa della spesa, senza vecchi oggetti e senza niente di materiale che potessi mostrare a Willa.

Ma avevo qualcosa di molto più importante.

Una certezza.

Per otto anni avevo pensato