da sola.
Mi dicevo che questo mi rendeva paziente.
Ripensandoci, credo che mi rendesse solo un bersaglio facile.
Quello che non sapevo allora era che Katherine non era solo una donna a cui piaceva avere le siepi potate e le aiuole in ordine. Misurava il mondo in base ai confini: i limiti di proprietà, i livelli di rumore, chi le doveva il silenzio e chi le doveva delle scuse. E aveva deciso, da qualche parte in quella sua testa ordinata, che la mia famiglia le doveva entrambe le cose.
Continuavo