avevo portato nel cuore per vent’anni, in piedi sulla mia veranda con indosso una giacca da fattorino scolorita.
Le stesse fossette. Gli stessi grandi occhi castani. La stessa bocca delicata che avevo visto sorridere sotto le luci del ballo di fine anno quando avevo diciassette anni ed ero troppo fragile per credere nei miracoli.
Charlotte porse il cibo con entrambe
le mani, le dita tremanti per il freddo, un berretto da baseball umido che le ombreggiava il viso.
“A lei, signore.”
Signore.
Non Tyler.
Nemmeno un barlume di riconoscimento.
Ai