Rimasi immobile davanti a quella lapide finché i numeri non si confusero e si fecero sfocati. Il vento soffiava tra gli alberi. Da qualche parte, in lontananza, si chiuse la portiera di un’auto. E io rimasi lì, immobile, a fissare una tomba che sembrava appartenermi.
La sala riunioni
Scattai una fotografia con le mani tremanti. Ancora oggi non so bene perché. Forse una parte di me temeva che la lapide sarebbe svanita nel momento in cui mi fossi voltata, che sarei tornata a casa e mi sarei convinta che il