quello che aveva visto passare a lei, pensavo che aiutarla lo facesse sentire utile.
Poi, una mattina, quasi inciampai su di lui nel corridoio.
“Tyler?”
Era raggomitolato sul pavimento proprio fuori dalla camera di mamma.
La sua coperta con i dinosauri era attorcigliata intorno alle gambe e il cuscino era stato spinto contro il muro sotto la sua testa.
Si svegliò sbattendo le palpebre.
“Che ci fai qui fuori?”
Si strofinò un occhio.
“Niente.”
“Niente?”
Mi accovacciai accanto a lui.
“Hai portato il cuscino e la coperta in corridoio.”
Guardò