Non personalmente.
Ma conoscevo quel volto.
Era la donna che avevo visto in una fotografia otto anni prima.
La fotografia che Mark mi aveva detto essere stata scattata all’ospedale.
La donna era un’infermiera.
La stessa infermiera che, secondo Mark, aveva assistito al parto.
La donna mi guardò.
Poi guardò Stefan.
Il suo volto impallidì.
«Lei…»
La sua voce tremava.
Io mi alzai.
«Chi è lei?»
Non rispose.
Guardò il preside.
«Gliel’ha detto?»
Il preside scosse la testa.
«No.»
La donna chiuse gli occhi.
Poi si rivolse a me.
«Mi chiamo