cima, con una calligrafia che non vedevo da dodici anni. Riccioli ordinati e generosi. La A di “Alice” protesa in avanti come sempre, come se avesse fretta di raggiungermi.
Non riuscivo a smettere di tremare.
Tre giorni prima, avevo preso la decisione più difficile del mio matrimonio. Per la prima volta in tredici anni, non avevo mandato un regalo di compleanno a Chloe, la mia figliastra. L’avevo finalmente lasciata andare.
E ora questo.
David, mio marito e padre di Chloe, se ne stava in piedi dietro il divano, immobile. Il