Per dodici anni mia figliastra mi ha restituito ogni regalo di compleanno che le ho mandato. Il tredicesimo anno ho smesso, e un enorme pacco da parte sua è arrivato alla mia porta. Sono impallidita quando l’ho aperto.

una gomitata e disse: “Non sei poi così male, Alice”.

Ho portato quella frase dentro di me per anni, come una moneta in tasca.

Poi, quasi da un giorno all’altro, il calore si spense in lei. Smise di entrare in cucina. Mi rispondeva a monosillabi. A cena mi guardava attraverso come se fossi una finestra.

“Sta bene?” chiesi a David una sera, mentre asciugavamo un piatto. “Stasera mi ha a malapena guardata.”

“È un’adolescente, tesoro. Voti. Ragazzi. Non prenderla sul personale.”

“È successo qualcosa?”

“Non credo. Le parlerò io.”

Lui