E il suo pane di mais… dorato, friabile, di quelli che ti fanno venire l’acquolina in bocca solo a guardarlo.
Ma il piatto più importante che preparava ogni anno non toccava mai la nostra tavola.
Avevo otto anni la prima volta che me ne accorsi. La guardai mentre lo riempiva con il meglio di ogni cosa, poi lo avvolgeva lentamente e con cura nella carta stagnola, come si fa con qualcosa di sacro.
“Per chi è?” chiesi.
“Questo non è per noi, tesoro”, rispose. Lo infilò in un sacchetto della