fine, ha provato a parlarmi, sperando che potessimo risolvere i nostri problemi.
Un pomeriggio mi ha sorpreso a borbottare tra me e me.
“Che c’è, tesoro?” chiese dolcemente. “Stai di nuovo parlando da solo.”
“È tutta colpa tua, Charles,” sbottai, la voce tremante per l’amarezza. “Mi stai lentamente ma inesorabilmente facendo impazzire.”
