Quando non potevi saltare le pubblicità, mandare avanti veloce la vita o cercare la risposta su Google in due secondi.
Se volevi qualcosa, dovevi aspettare. Se rompevi qualcosa, la riparavi. Se ti perdevi qualcosa… te la perdevi e basta.
La tecnologia non spariva in tasca, si annunciava. Faceva clic. Ronzava. Aveva bisogno di batterie. E quelle batterie non duravano mai quanto speravi.
Era l’era dei cartoni animati del sabato mattina per cui bisognava svegliarsi. Delle radio che gracchiavano. Del riavvolgere i nastri con una matita perché era più veloce che