Credevo fosse soltanto una fantasia infantile, finché mia figlia non descriveva una casa, due persone e alcuni dettagli che non avrebbe potuto conoscere…

che lei aveva detto. Poi le baciò la tempia, con la stessa delicatezza con cui avrebbe accarezzato un vecchio, caro ricordo.

Mi si strinse lo stomaco. Non per la sorpresa, ma per la certezza che finalmente avevo. In fondo, lo sapevo da tempo. Da settimane. Forse da mesi.

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Quando tornai da mia madre, avevo messo le foto in una busta marrone e le avevo appoggiate sul tavolo come un’arma non fatta di acciaio, ma di verità.

Ho quindi chiamato il mio avvocato.

Più tardi, la mamma