In un panorama politico che spesso sembra immobile, le onde d’urto arrivano dai palazzi di Bruxelles per scuotere le fondamenta dei partiti nazionali. Il silenzio che circondava i corridoi del centrosinistra è stato interrotto da un movimento inaspettato, un segnale di rottura che covava sotto la superficie di una collaborazione ormai logora.
Al centro della scena c’è una figura di primo piano della delegazione italiana, una donna che ha rappresentato per anni l’anima riformista in Europa. Tuttavia, l’equilibrio interno si è spezzato, trasformando la normale dialettica in una distanza incolmabile