Una frase pronunciata con leggerezza può a volte ferire più profondamente di quanto immaginiamo e rivelare, in un pesante silenzio, crepe ben più antiche.
Quando mia moglie Camille ha accennato alla sua rimpatriata del liceo, ho a malapena alzato lo sguardo dal telefono.
“Stanno organizzando una festa per il ventesimo anniversario. Pensavo di andarci”, ha detto, mentre piegava il bucato.
Non ci ho pensato. Le parole mi sono uscite di bocca, taglienti e dirette.
“Perché? Ormai tutti devono essere avvocati o amministratori delegati. Tu sei solo una mamma casalinga”.
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