la priorità ai bambini.”
Ricordavo. Le mie frasi. Le mie argomentazioni. Presentare come logico. Responsabili.
Non mi ero accorto che, dietro le mie parole, si celava una resa silenziosa.
“Non sapevo che la situazione fosse così grave”, mormorai.
Lei annuì.
“Ne sapevi abbastanza.”
Il dolore invisibile
Mi ha spiegato che un suo ex relatore di tesi l’aveva candidata al premio. Che i trofei erano doppioni mai aperti. Che quando aveva lasciato il mondo della ricerca, lo aveva fatto in silenzio.
“Non sarei andata alla reunion, non per colpa tua. Non