risposto al primo squillo ed era rimasta con i bambini.
Quella mattina, seduta nella sala comune con un caffè ormai freddo, decisi finalmente di controllare quell’indicazione temporale che mi assillava.
Aprii la chat di gruppo della famiglia.
Trovai la foto del club di giardinaggio.
Controllai il piccolo orario grigio.
20:14. L’esatto minuto in cui mi trovavo accanto al letto d’ospedale di Kora, chiamando mia madre mentre il telefono continuava a squillare invano.
E poiché il dolore trasforma alcune persone in maniache dei dettagli, controllai il profilo pubblico di Belle