gli si incrinò.
“Avrei dovuto…”
Poi si fermò.
La frase rimase sospesa, incompiuta, nell’aria estiva.
*Avrei dovuto.*
Il resto era evidentemente un peso troppo grande da sollevare, dopo sessantatré anni in cui non aveva sollevato proprio nulla.
Per un istante, vidi mio padre nella sua interezza, con tutta la sua tristezza.
Un uomo che sapeva.
Che aveva sempre saputo.
Che aveva scelto il silenzio così tante volte da farne la sua unica lingua.
Poi mia madre pronunciò il suo nome con tono brusco.
“Roy.”
Lui chiuse la bocca.
Fece un