passo indietro, tornando al suo fianco.
Scelse ancora lei.
Avrebbe scelto sempre lei.
Probabilmente era proprio quello l’aspetto più triste di quella veranda.
Mi concessi di provare tristezza per questo.
Ma non cambiava nulla.
Alla fine, le energie vennero meno.
Non c’era più spazio per le urla.
La veranda piombò nel silenzio.
E quel silenzio apparteneva a me, perché ero l’unica persona lì presente a non avere paura.
Guardai mia madre e pronunciai le parole che custodivo dentro di me da quando Kora era morta.
Le diedi tutto.
Diedi a