messaggio:
«Mi dispiace che la festa sia sfuggita di mano.»
Risposi:
«Non è stata la festa a farlo. Sei stato tu.»
Gli dissi che non avremmo discusso del suo ritorno finché non avesse cercato un aiuto esterno, si fosse impegnato in una terapia e avesse capito che il perdono non era scontato. Diane mi mise accanto una tazza di caffè e, peruna volta, nessuno si aspettava che mi alzassi a versarmelo da sola.
«Gli ho insegnato che la perseveranza è amore. Ho contribuito a giustificare quel senso di superiorità che