a mano con una grafia ordinata e rotonda.
Le prime erano lettere ordinarie tra sorelle, su piccole cose: ricette, vicini, soldi presi in prestito. Ma man mano che Radu continuava a leggerle, seduta su una vecchia cassa di legno, il loro tono cambiò.
Una sorella di cui nessuno parlava
In una lettera datata quasi sessant’anni fa, zia Ecaterina scrisse alla madre di Radu a proposito della “bambina che ho portato al monastero, come promesso, affinché nessuno lo scoprisse”.
Inizialmente Radu pensò che si trattasse di una conoscente. Ma, continuando a