— Se mia figlia sta stretta, allora sarai tu a farti da parte! — dichiarò il marito.

Il lavoro procedeva bene, il cliente aspettava la versione definitiva entro giovedì e oggi era soltanto mercoledì, quindi c’era ancora tempo.

Fuori dalla finestra cadeva una sottile pioggia di giugno, creando un piacevole sottofondo per lavorare: un lieve fruscio sul davanzale, niente di più.

La porta d’ingresso scattò verso le otto di sera.

Sergej entrò nell’ingresso scuotendo le gocce dall’ombrello, e la sua voce suonò stanca, ma anche insolitamente preoccupata.

— Katja, sei a casa?

— Nello studio — rispose Ekaterina senza distogliere lo sguardo dal monitor.

— Sei stato da Oksana oggi?

— Sono