Un senzatetto che non ha mai smesso di insegnare

lucida. A volte parlava ad alta voce di storia e scienza, senza rivolgersi a nessuno in particolare, perché pensare gli sembrava una delle poche cose che possedeva ancora.

I tre ragazzi in panchina

Un pomeriggio, Paul sentì delle voci vicine a sé. Voci giovani, tese e preoccupate.

Tre ragazzi avevano steso i libri di testo su una panchina vicina. Uno di loro, un ragazzo snello vestito con una felpa rossa, sembrava sul punto di piangere.

“Non capisco,” dice, fissando una pagina di algebra. “Mia madre mi ha detto che al