il tempo continuava a scorrere senza di me. I miei figli vivevano lontano e non potevano venire, i miei amici erano tornati alle loro vecchie abitudini e le ore si dilatavano all’infinito, con le notti che diventavano le più difficili.
Fu allora che la solitudine si impadronì di lei, pesante e totale. Quasi ogni notte, compariva una ragazza, silenziosa, forse di tredici o quattordici anni, con i capelli scuri raccolti dietro le orecchie e occhi che sembravano molto più maturi della sua età.
Non si è presentata né ha spiegato