Una ragazza è apparsa accanto al mio letto d’ospedale, poi ha detto il mio nome.

il motivo della sua visita. Si è semplicemente seduta accanto al mio letto, avvicinando una sedia, con le mani giunte, come se quel posto le appartenesse di diritto. Io non riuscivo a parlare né a fare domande, ma in qualche modo lei ha capito.Una sera, si avvicinò e sussurrò dolcemente: “Sii forte. Tornerai a sorridere”, e quelle parole divennero qualcosa a cui mi aggrappavo ogni volta che il dolore e la paura si facevano insopportabili.

La sua presenza divenne l’unica costante su cui potevo contare. Quando il dolore si