intensificava o il silenzio diventava troppo profondo, mi ritrovavo ad aspettare il lieve fruscio della sedia e il tranquillo conforto che lei mi offriva.
Non interferiva mai con le macchine o con le infermiere: semplicemente rimaneva lì, e in un luogo dove mi sentivo invisibile, quel piccolo gesto significava tutto.
Quando finalmente riacquistai la voce e chiesi al personale informazioni su di lei, la loro risposta fu gentile ma ferma: non era mai stata registrata la presenza di una persona con quel nome.
Hanno ipotizzato che fosse colpa dei farmaci,