La sera del ballo di fine anno, la macchina del mio accompagnatore si è fermata in fondo alla mia strada, ed è stato Jeffrey a presentarsi con la vecchia berlina di suo padre, ancora con il suo smoking a noleggio, per portarmi al ballo. Mi ha accompagnata fino all’ingresso della palestra, si è inchinato come un idiota ed è andato a cercare la sua ragazza.
Tutti pensavano che ci stessimo illudendo.
“Un giorno capirete tutto”, diceva sempre mia madre, Erica. Se ne stava in piedi ai fornelli mentre noi litigavamo