«La chiamavano “lesbica”… Poi suo padre la diede in pasto ai suoi schiavi… Quello che accadde dopo sconvolse tutti…»

grande casa, chiamò i sorveglianti e annunciò il suo decreto. Doveva vivere con gli schiavi finché non avesse imparato qual era il suo posto. Il cuore le batteva forte nel petto, non per la paura, ma per una ribellione che ardeva più luminosa del sole nei campi.

Agli occhi di tutti in casa, era condannata. Ma lei custodiva un segreto, una scintilla di astuzia e resilienza che nessuna punizione avrebbe potuto spegnere. Mentre veniva scortata lungo i corridoi, gli altri schiavi si fermarono, osservandola. Tra loro si levò un mormorio,