si diffuse lungo il braccio, crescendo fino a fargli assumere metà del viso come una maschera di cera. Era una sensazione assurda, come se il suo corpo non gli appartenesse più.
Quando cercò di afferrare la tazza, le sue dita non risposero con la forza necessaria. Era una debolezza che non era stanchezza, ma una vera e propria disconnessione, una perturbazione vitale che si era manifestata senza segni visibili.
Tentò di chiedere aiuto, ma l’aria nella sua gola si fece confusa, un ammasso di sillabe senza senso. Non riusciva a