capirne la causa, non riusciva a tradurre il suo panico in parole comprensibili.
I suoi occhi cercarono di mettere a fuoco l’orologio a muro, ma l’immagine era sfocata, doppia, quasi opaca, e aveva subito un cambiamento improvviso e insopportabile.
Quando il desiderio di capire e di reagire si scontrò con la paralisi, non le rimase altro che un’attesa tesa di un segnale esterno, un’eco lontana di un allarme che non era ancora suonato. Cosa stava succedendo? E perché il suo corpo lo stava tradendo proprio quando la massima lucidità mentale