abbiamo un appartamento di due stanze — disse Ekaterina lentamente, scegliendo con cura le parole.
— Una delle stanze è il mio studio, lo sai benissimo, ci lavoro ogni giorno.
Ho tutta l’attrezzatura, la tavoletta grafica, gli scaffali con i materiali.
— Beh, vi stringerete un po’, mica possiamo lasciarla per strada — Sergej allargò le mani.
— E dove dovremmo stringerci? — Ekaterina quasi si alzò dalla sedia.
— Se nello studio va a vivere una persona adulta, io non avrò più un posto dove lavorare.
È il mio lavoro, Sergej, non un hobby.
— Potrebbe dormire